
PERUGIA 2005 NEWS
Notizie a cura del periodico sportivo 'Perugia 2005' (aut. Trib. di Perugia n. 21/2005 R.P. del 19/09/2005)
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07/09/2026 - 12:19
L'ANGOLO DEL DOPO PERUGIA - PINETO: IL GOL CHE CAMBIA I GIUDIZI, IL GRIFO SOFFRE, NON MOLLA E AGGANCIA LA VETTA
L'ANGOLO DEL DOPO PERUGIA - PINETO: IL GOL CHE CAMBIA I GIUDIZI, IL GRIFO SOFFRE, NON MOLLA E AGGANCIA LA VETTA
Quanto può cambiare il giudizio su una partita per un pallone che, al 92', finisce sotto l'incrocio dei pali? Tantissimo.
Perugia-Pineto stava scivolando verso un 1-1 che avrebbe inevitabilmente lasciato più di qualche mugugno. Avremmo parlato di un passo falso, di un Perugia che per lunghi tratti aveva sofferto un avversario rimaneggiato, ma estremamente organizzato, e di alcune sbavature difensive che avrebbero potuto costare molto care. Tutto vero.
Poi Elvis Kabashi ha sistemato il pallone sul sinistro e ha inventato un gol da cineteca.
Una conclusione straordinaria, di quelle che fanno esplodere uno stadio e, soprattutto, spostano punti, classifica e addolciscono i giudizi. Fino a un certo punto.
Il calcio, a tutte le latitudini ed a tutti i livelli, vive anche di questi episodi.Il Perugia batte il Pineto 2-1, sale a sette punti e aggancia la vetta. È ancora un cantiere aperto? Assolutamente sì. Ma se bisogna lavorare, è certamente meglio farlo con la pancia piena.
Attenzione, però, perché il risultato non deve cancellare ciò che si è visto per buona parte della serata.
Il Pineto ha giocato una signora partita, anche se con qualche provocazione e perdita di tempo di troppo. Ma ci sta, fa parte del gioco. Nonostante diverse assenze importanti, la formazione abruzzese è arrivata al “Curi” senza alcuna intenzione di difendersi ad oltranza. Ha pressato alto, aggredito le seconde palle, tolto tempo e spazio ai centrocampisti biancorossi e impedito al Perugia di sviluppare con continuità la propria costruzione dal basso.
E l’avvio ha subito fatto correre più di un brivido ai biancorossi. Dopo appena due minuti l’arbitro aveva indicato il dischetto per un presunto fallo in area del Perugia, decisione poi corretta dopo la revisione all’FVS. Stavolta, insomma, la tecnologia ha evitato il peggio. Scampato il pericolo, però, il Grifo non è riuscito immediatamente a scuotersi.
Soprattutto nei primi quindici-venti minuti si è rivisto quel blackout del quale si era parlato alla vigilia. Il Perugia è entrato in campo contratto, poco reattivo e spesso in ritardo sulle seconde palle. Il vantaggio ospite è nato da un pallone perso da Ladinetti, un errore individuale che ha spalancato al Pineto la possibilità di attaccare una difesa non perfettamente sistemata. Da lì è arrivato l'1-0, quasi la naturale conseguenza di un avvio nel quale gli ospiti avevano interpretato meglio la partita e, poco dopo, avrebbero potuto anche raddoppiare.
Diana aveva avvertito tutti: in questa fase, passaggi a vuoto del genere potranno ancora capitare. La squadra è stata costruita in poco tempo, non ha una condizione uniforme e certi automatismi devono ancora diventare naturali.
Tutto vero. Ma questi blackout dovranno progressivamente diminuire, perché a Pesaro erano già costati due gol nel giro di pochi minuti e contro il Pineto avrebbero potuto nuovamente indirizzare la partita nella direzione sbagliata.
In questo senso assume ancora più valore la prestazione di Zelezny. Il giovane portiere biancorosso ha avuto un peso specifico enorme sul risultato, opponendosi in più di una circostanza alle conclusioni del Pineto e rimediando anche a qualche situazione complicata nata da errori o retropassaggi poco puliti dei compagni. In almeno due occasioni ha evitato che la partita prendesse una piega molto diversa.
Dopo Pesaro avevamo sottolineato alcune fragilità del reparto arretrato e la necessità di acquisire maggiore equilibrio. Il problema, naturalmente, non può dirsi risolto. Anche contro il Pineto sono arrivate alcune letture sbagliate e qualche dormita di troppo.
Qualche segnale positivo, però, c'è stato. Riccardi, che con lo schieramento a tre sta trovando più di una difficoltà, è cresciuto alla distanza ed è stato proprio da un suo anticipo che è nata l'azione poi trasformata nel rigore del pareggio.
Diana ha parlato di errori individuali e certamente ha le sue ragioni. Il punto, però, non è trovare un colpevole, quanto evitare che una singola sbavatura apra spazi enormi all'avversario.
Ma rispetto a qualche Perugia del recente passato c'è un aspetto che comincia a diventare evidente: questa squadra resta viva.
Era accaduto a Pesaro, quando, sotto 2-1, aveva trovato la forza per riprendersi il pareggio, ed è successo ancora contro il Pineto, con una differenza sostanziale: stavolta non si è accontentata e, quando sembrava non averne praticamente più, ha trovato addirittura la giocata per vincerla.
Un tempo, diciamolo, certe partite i Grifoni le avrebbero probabilmente perse.
Questo Perugia non è ancora bello e continuo come vorrebbe Diana, ma sembra avere giocatori capaci di inventarsi qualcosa anche quando il meccanismo collettivo non gira alla perfezione.
Ed è un dettaglio tutt'altro che secondario, perché nel calcio, soprattutto in Serie C, non si vince soltanto dominando. Spesso regna l'equilibrio, gli avversari sono organizzati, gli spazi si restringono e basta una giocata individuale per spostare tutto.
E allora ben venga il sinistro di Kabashi, anche perché quel gol riconcilia il Perugia con una soluzione offensiva che negli ultimi anni si era vista troppo poco: il tiro da fuori area.
Il centrocampista non ci ha pensato due volte, ha sistemato il pallone e ha calciato. Un gesto tecnico splendido, ma soprattutto una soluzione in più da sfruttare quando diventa difficile entrare attraverso il fraseggio.
La partita di Kabashi, peraltro, non era stata semplice. Nel primo tempo, come gran parte del centrocampo, aveva faticato a trovare ritmo e linee di passaggio. Meglio nella ripresa, fino al lampo che ha cancellato tutto il resto.
Prima del suo capolavoro, il Perugia aveva comunque avuto il merito di rimettere in piedi una gara iniziata male.
Molto importante, in questo senso, il lavoro di Cavallini, tra i più intraprendenti nella prima frazione e protagonista dell'incursione che ha portato al calcio di rigore. Peccato che proprio in quella situazione abbia rimediato l'infortunio che lo ha costretto a lasciare il campo.
Canotto ha trasformato con freddezza e, anche nelle difficoltà, è stato uno dei pochi a cercare con continuità di dare uno strappo alla manovra. Più complicata la serata di alcuni elementi del centrocampo, mentre dalla panchina sono comunque arrivate risposte utili.
Diana, inoltre, ha dovuto modificare la gestione della gara a causa degli infortuni di Cavallini e Megelaitis, le cui condizioni dovranno essere valutate. Due sostituzioni obbligate che hanno tolto al tecnico possibilità importanti proprio quando diversi giocatori cominciavano ad accusare la fatica.
È un'altra fotografia fedele del Perugia attuale. La condizione atletica non è ancora omogenea e il sistema di Diana richiede un dispendio importante. Pressare, recuperare immediatamente il pallone, muovere continuamente i quinti ed essere aggressivi sulle seconde palle comporta benzina nelle gambe e sincronismi che non possono essere perfetti dopo poche settimane.Il tecnico alla vigilia aveva quantificato il Perugia al 60%. Probabilmente la partita contro il Pineto gli ha dato ragione. C'è ancora molto da migliorare, ma c'è anche materiale sul quale lavorare e presto Diana potrà contare anche su Pelle van Amersfoort.
L'olandese potrà essere particolarmente utile proprio alla luce delle difficoltà viste contro situazioni di pressing alto. In questo momento il Perugia è quasi obbligato a uscire sempre attraverso il palleggio, perché davanti non ha un attaccante con caratteristiche tali da permettere di superare la prima pressione anche con una soluzione più diretta.
Van Amersfoort potrà offrire anche questa alternativa, senza necessariamente snaturare il gioco della squadra.
E una formazione che vuole stare nella parte alta della classifica deve saper vincere anche in modi differenti. Contro l'Ostiamare il Perugia aveva vinto attraverso una bella costruzione collettiva conclusa da Canotto. A Pesaro aveva dimostrato di saper reagire dopo essere finito sotto. Contro il Pineto ha portato a casa una partita sporca e sofferta, nella quale per larghi tratti l'avversario ha creato più di un problema.
Tre segnali differenti, che cominciano però a definire il carattere della squadra.
E poi c'è il “Curi”. Circa seimila persone anche contro il Pineto, dopo i 6.358 dell'esordio contro l'Ostiamare. Il pubblico biancorosso ha risposto nuovamente presente e la corsa di Kabashi sotto la curva dopo il 2-1 rappresenta probabilmente l'immagine più bella della serata.
Un entusiasmo che va alimentato, senza trasformarlo in euforia, perché adesso arriva il difficile.
Domenica il Perugia andrà in scena a Ravenna, poi arriverà lo Spezia al “Curi”, quindi la trasferta di Grosseto e la sfida interna contro la Reggiana.
Quattro partite che diranno qualcosa in più sulla consistenza del progetto biancorosso.
Il Perugia non è ancora quello che Diana ha in mente, ma intanto ha sette punti e, soprattutto, ha dimostrato ancora una volta di saper restare dentro le partite fino all'ultimo. Ha sofferto, deve migliorare molto, ma può farlo con tre punti in più nel carniere e guardando tutti dall'alto insieme alle altre capolista.
E, per un cantiere ancora aperto, non è affatto poco.
Per Perugia2005News Alessio Torzuoli
Perugia-Pineto stava scivolando verso un 1-1 che avrebbe inevitabilmente lasciato più di qualche mugugno. Avremmo parlato di un passo falso, di un Perugia che per lunghi tratti aveva sofferto un avversario rimaneggiato, ma estremamente organizzato, e di alcune sbavature difensive che avrebbero potuto costare molto care. Tutto vero.
Poi Elvis Kabashi ha sistemato il pallone sul sinistro e ha inventato un gol da cineteca.
Una conclusione straordinaria, di quelle che fanno esplodere uno stadio e, soprattutto, spostano punti, classifica e addolciscono i giudizi. Fino a un certo punto.
Il calcio, a tutte le latitudini ed a tutti i livelli, vive anche di questi episodi.Il Perugia batte il Pineto 2-1, sale a sette punti e aggancia la vetta. È ancora un cantiere aperto? Assolutamente sì. Ma se bisogna lavorare, è certamente meglio farlo con la pancia piena.
Attenzione, però, perché il risultato non deve cancellare ciò che si è visto per buona parte della serata.
Il Pineto ha giocato una signora partita, anche se con qualche provocazione e perdita di tempo di troppo. Ma ci sta, fa parte del gioco. Nonostante diverse assenze importanti, la formazione abruzzese è arrivata al “Curi” senza alcuna intenzione di difendersi ad oltranza. Ha pressato alto, aggredito le seconde palle, tolto tempo e spazio ai centrocampisti biancorossi e impedito al Perugia di sviluppare con continuità la propria costruzione dal basso.
E l’avvio ha subito fatto correre più di un brivido ai biancorossi. Dopo appena due minuti l’arbitro aveva indicato il dischetto per un presunto fallo in area del Perugia, decisione poi corretta dopo la revisione all’FVS. Stavolta, insomma, la tecnologia ha evitato il peggio. Scampato il pericolo, però, il Grifo non è riuscito immediatamente a scuotersi.
Soprattutto nei primi quindici-venti minuti si è rivisto quel blackout del quale si era parlato alla vigilia. Il Perugia è entrato in campo contratto, poco reattivo e spesso in ritardo sulle seconde palle. Il vantaggio ospite è nato da un pallone perso da Ladinetti, un errore individuale che ha spalancato al Pineto la possibilità di attaccare una difesa non perfettamente sistemata. Da lì è arrivato l'1-0, quasi la naturale conseguenza di un avvio nel quale gli ospiti avevano interpretato meglio la partita e, poco dopo, avrebbero potuto anche raddoppiare.
Diana aveva avvertito tutti: in questa fase, passaggi a vuoto del genere potranno ancora capitare. La squadra è stata costruita in poco tempo, non ha una condizione uniforme e certi automatismi devono ancora diventare naturali.
Tutto vero. Ma questi blackout dovranno progressivamente diminuire, perché a Pesaro erano già costati due gol nel giro di pochi minuti e contro il Pineto avrebbero potuto nuovamente indirizzare la partita nella direzione sbagliata.
In questo senso assume ancora più valore la prestazione di Zelezny. Il giovane portiere biancorosso ha avuto un peso specifico enorme sul risultato, opponendosi in più di una circostanza alle conclusioni del Pineto e rimediando anche a qualche situazione complicata nata da errori o retropassaggi poco puliti dei compagni. In almeno due occasioni ha evitato che la partita prendesse una piega molto diversa.
Dopo Pesaro avevamo sottolineato alcune fragilità del reparto arretrato e la necessità di acquisire maggiore equilibrio. Il problema, naturalmente, non può dirsi risolto. Anche contro il Pineto sono arrivate alcune letture sbagliate e qualche dormita di troppo.
Qualche segnale positivo, però, c'è stato. Riccardi, che con lo schieramento a tre sta trovando più di una difficoltà, è cresciuto alla distanza ed è stato proprio da un suo anticipo che è nata l'azione poi trasformata nel rigore del pareggio.
Diana ha parlato di errori individuali e certamente ha le sue ragioni. Il punto, però, non è trovare un colpevole, quanto evitare che una singola sbavatura apra spazi enormi all'avversario.
Ma rispetto a qualche Perugia del recente passato c'è un aspetto che comincia a diventare evidente: questa squadra resta viva.
Era accaduto a Pesaro, quando, sotto 2-1, aveva trovato la forza per riprendersi il pareggio, ed è successo ancora contro il Pineto, con una differenza sostanziale: stavolta non si è accontentata e, quando sembrava non averne praticamente più, ha trovato addirittura la giocata per vincerla.
Un tempo, diciamolo, certe partite i Grifoni le avrebbero probabilmente perse.
Questo Perugia non è ancora bello e continuo come vorrebbe Diana, ma sembra avere giocatori capaci di inventarsi qualcosa anche quando il meccanismo collettivo non gira alla perfezione.
Ed è un dettaglio tutt'altro che secondario, perché nel calcio, soprattutto in Serie C, non si vince soltanto dominando. Spesso regna l'equilibrio, gli avversari sono organizzati, gli spazi si restringono e basta una giocata individuale per spostare tutto.
E allora ben venga il sinistro di Kabashi, anche perché quel gol riconcilia il Perugia con una soluzione offensiva che negli ultimi anni si era vista troppo poco: il tiro da fuori area.
Il centrocampista non ci ha pensato due volte, ha sistemato il pallone e ha calciato. Un gesto tecnico splendido, ma soprattutto una soluzione in più da sfruttare quando diventa difficile entrare attraverso il fraseggio.
La partita di Kabashi, peraltro, non era stata semplice. Nel primo tempo, come gran parte del centrocampo, aveva faticato a trovare ritmo e linee di passaggio. Meglio nella ripresa, fino al lampo che ha cancellato tutto il resto.
Prima del suo capolavoro, il Perugia aveva comunque avuto il merito di rimettere in piedi una gara iniziata male.
Molto importante, in questo senso, il lavoro di Cavallini, tra i più intraprendenti nella prima frazione e protagonista dell'incursione che ha portato al calcio di rigore. Peccato che proprio in quella situazione abbia rimediato l'infortunio che lo ha costretto a lasciare il campo.
Canotto ha trasformato con freddezza e, anche nelle difficoltà, è stato uno dei pochi a cercare con continuità di dare uno strappo alla manovra. Più complicata la serata di alcuni elementi del centrocampo, mentre dalla panchina sono comunque arrivate risposte utili.
Diana, inoltre, ha dovuto modificare la gestione della gara a causa degli infortuni di Cavallini e Megelaitis, le cui condizioni dovranno essere valutate. Due sostituzioni obbligate che hanno tolto al tecnico possibilità importanti proprio quando diversi giocatori cominciavano ad accusare la fatica.
È un'altra fotografia fedele del Perugia attuale. La condizione atletica non è ancora omogenea e il sistema di Diana richiede un dispendio importante. Pressare, recuperare immediatamente il pallone, muovere continuamente i quinti ed essere aggressivi sulle seconde palle comporta benzina nelle gambe e sincronismi che non possono essere perfetti dopo poche settimane.Il tecnico alla vigilia aveva quantificato il Perugia al 60%. Probabilmente la partita contro il Pineto gli ha dato ragione. C'è ancora molto da migliorare, ma c'è anche materiale sul quale lavorare e presto Diana potrà contare anche su Pelle van Amersfoort.
L'olandese potrà essere particolarmente utile proprio alla luce delle difficoltà viste contro situazioni di pressing alto. In questo momento il Perugia è quasi obbligato a uscire sempre attraverso il palleggio, perché davanti non ha un attaccante con caratteristiche tali da permettere di superare la prima pressione anche con una soluzione più diretta.
Van Amersfoort potrà offrire anche questa alternativa, senza necessariamente snaturare il gioco della squadra.
E una formazione che vuole stare nella parte alta della classifica deve saper vincere anche in modi differenti. Contro l'Ostiamare il Perugia aveva vinto attraverso una bella costruzione collettiva conclusa da Canotto. A Pesaro aveva dimostrato di saper reagire dopo essere finito sotto. Contro il Pineto ha portato a casa una partita sporca e sofferta, nella quale per larghi tratti l'avversario ha creato più di un problema.
Tre segnali differenti, che cominciano però a definire il carattere della squadra.
E poi c'è il “Curi”. Circa seimila persone anche contro il Pineto, dopo i 6.358 dell'esordio contro l'Ostiamare. Il pubblico biancorosso ha risposto nuovamente presente e la corsa di Kabashi sotto la curva dopo il 2-1 rappresenta probabilmente l'immagine più bella della serata.
Un entusiasmo che va alimentato, senza trasformarlo in euforia, perché adesso arriva il difficile.
Domenica il Perugia andrà in scena a Ravenna, poi arriverà lo Spezia al “Curi”, quindi la trasferta di Grosseto e la sfida interna contro la Reggiana.
Quattro partite che diranno qualcosa in più sulla consistenza del progetto biancorosso.
Il Perugia non è ancora quello che Diana ha in mente, ma intanto ha sette punti e, soprattutto, ha dimostrato ancora una volta di saper restare dentro le partite fino all'ultimo. Ha sofferto, deve migliorare molto, ma può farlo con tre punti in più nel carniere e guardando tutti dall'alto insieme alle altre capolista.
E, per un cantiere ancora aperto, non è affatto poco.
Per Perugia2005News Alessio Torzuoli
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